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Le Torri, al pari delle Masserie, costituiscono esempi classici di architettura rurale in Terra di Bari. Oggi giacciono quasi tutte abbandonate nelle campagne (molte non esistono più). Lo sviluppo delle torri e delle masserie fortificate risale al XVI secolo, quando, per difendersi dalle scorrerie dei pirati turchi e illirici, gli abitanti di questo territorio realizzarono un sistema difensivo ben articolato che prevedeva delle torri di avvistamento sulle coste e un complesso radiale di torri interne e masserie con fortificazioni.
A ridosso della costa vi era un complesso sistema di protezione e difesa dalle incursioni piratesche costituito da torri interne, torri-masserie, masserie fortificate e, più tardi, anche da masserie a corte ove la popolazione poteva trovare rifugio in caso di pericolo. Le torri interne, con funzione analoga a quelle costiere, erano poste in punti strategici del territorio, in modo da avere una buona visuale per diversi chilometri, come nel caso di Torre Belvedere - giunta ai giorni nostri perché inglobata in un edificio successivo - posta su un’altura ad alcune centinaia di metri dal borgo medievale di Rutigliano.
Torre Belvedere ricalca il modello classico delle torri-masseria che si svilupparono in Terra di Bari tra il XVI e il XVII secolo: pianta quadrangolare a due piani di altezza variabile da sette a nove metri, muri esterni a piombo, sovente con un basamento a scarpa, e il coronamento terminante con un prospetto pieno o con beccatelli o merlatura. In corrispondenza delle aperture vi erano delle caditoie semplici o a coppie. La copertura a terrazzo consentiva un ulteriore avvistamento dalle feritoie praticate lungo il coronamento.
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